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Dow: soluzioni per l’edilizia

dow

STYROFOAM:  il polistirene espanso estruso

Più di 50 anni fa nasceva la prima schiuma in polistirene espanso estruso formulata dalla Dow Chemical, che trovava applicazione come elemento per la costruzione di zattere galleggianti. La sua eccellente resistenza all’acqua confermata dalla lunga esperienza pratica, dimostrava che il materiale aveva molteplici prerogative per diventare un ottimo isolante termico. Nacque così STYROFOAM™, lastre azzurre in polistirene espanso estruso a celle chiuse per l’isolamento termico, adatto sia per nuove costruzioni sia per le ristrutturazioni edilizie. STYROFOAM comprende i prodotti ROOFMATE™ per l’isolamento termico dei tetti, WALLMATE™ per le pareti, FLOORMATE™ per i pavimenti e STYROFOAM IB/ETICS per i cappotti. I prodotti STYROFOAM possiedono le seguenti caratteristiche:

  • ottime e costanti caratteristiche termiche;
  • insensibilità all’umidità e capillarità nulla;
  • elevata resistenza alla compressione nel tempo;
  • elevato modulo di elasticità;
  • elevata resistenza alla diffusione del vapore acqueo.
  • celle chiuse superiori al 95%

I prodotti STYROFOAM, correttamente posati, hanno una durata pari a quella degli edifici e dei loro componenti strutturali

Le proprietà di isolamento termico e l’insensibilità all’umidità non sono pregiudicati durante la posa in opera dei pannelli.

Da oltre 40 anni le soluzioni STYROFOAM™, lastre azzurre in polistirene espanso estruso a celle completamente chiuse, per l’isolamento termico, vengono utilizzate in molteplici applicazioni in tutto il mondo. Le soluzioni STYROFOAM si distinguono per le loro elevate caratteristiche tecniche costanti nel tempo e sono adatte sia per nuove costruzioni sia per le ristrutturazioni, rispondendo a tutte le specifiche tecniche relative all’isolamento termico in edilizia . 

Le lastre STYROFOAM Dow sono di colore azzurro. Fatta eccezione per i prodotti ROOFMATE™ LG, ROOFMATE TV, STYROFOAM IB e WALLMATE™ TB, tutte le lastre hanno una pelle di estrusione su entrambe le superfici.zephir-casaclima

styrofoam IB-A scheda tecnica 

styrofoam Etics-A scheda tecnica

  

 

Perché isolare termicamente i ponti termici

La dicitura presente nel DL 311 per il ponte termico è: art 25: il ponte termico è la discontinuità di isolamento termico che si può verificare in corrispondenza degli innesti di elementi di struttura (solai e pareti verticali o pareti verticali tra loro).

 

Si ha un ponte termico dove il comportamento termico di una parte dell’edificio è considerevolmente differente rispetto a quello di parti circostanti. Una scadente prestazione di isolamento termico porta ad un incremento delle perdite di calore e può provocare la diminuzione di temperatura della superficie interna dell’edificio tale da causare rischi di condensazione superficiale.

La tecnica fotografica agli infrarossi (figura 3.01) permette di rilevare la presenza di ponti termici. Questi possono rappresentare fino al 30% del calore totale disperso. I ponti termici sono presenti in corrispondenza di travi, pilastri, davanzali, balconi ed anche in presenza di eterogeneità diffuse nella struttura quali i giunti di malta tra i blocchi dei cosiddetti termolaterizi (figura 3.02).

In sintesi, le cause principali di un ponte termico sono:

  • presenza di materiali diversi nella sezione dell’edificio (es. muratura di tamponamento in mattoni con struttura in cemento armato)
  • discontinuità geometrica nella forma della struttura (es. angoli)
  • interruzioni dello strato di isolamento termico (es. pilastri, travi marcapiano, serramenti, ecc.).
Figura 3.01   Figura 3.02

 

Effetti dei ponti termici
I principali effetti negativi dei ponti termici sono:

1. Perdite di calore
Le perdite di calore (figura 3.02) derivanti dai ponti termici incidono in modo notevole sulle perdite di calore dell’intero edificio. I ponti termici possono anche triplicare la trasmissione di calore in una sezione dell’edificio, pur rappresentando solo una minima parte della superficie stessa.

2. Condensazione
La condensazione superficiale è uno degli effetti più comuni dei ponti termici. Si manifesta quando i normali livelli dell’umidità relativa degli ambienti interni in condizione di comfort termico si combinano con una temperatura superficiale dell’involucro dell’edificio che ha valore più basso del punto di rugiada.

3. Formazione delle muffe
La formazione delle muffe avviene quando si ha una particolare combinazione di temperatura, vapore e substrato favorevoli. I più comuni tipi di funghi (muffe) maturano in presenza di alti valori di umidità ed a basse temperature (0 – 15°C). Un ponte termico, a causa della contemporanea presenza di umidità relativa alta e bassa temperatura, crea le condizioni ideali per la formazione di muffe.

4. Danni alla superficie
Le variazioni cicliche della temperatura superficiale causano una polverizzazione dei materiali della struttura. E’ stato osservato come nel 44% dei casi questi danni superficiali siano dovuti alla presenza di ponti termici (fonte: Fraunhofer Institut für Bauphysik).

5. Diminuzione del comfort termico
Quando la temperatura superficiale interna di una parte della struttura (parete, pavimento, ecc.) è inferiore di almeno due o tre gradi rispetto alla temperatura dell’ambiente si avverte una sensazione di disagio in prossimità di tale superficie.

Questo effetto è particolarmente evidente quando sono coinvolte ampie aree. Un tipico esempio è la zona di congiunzione tra un pavimento non isolato e la parete esterna. Per limitare tale disagio generalmente si innalza la temperatura dell’ambiente provocando in tal modo un’ulteriore perdita di energia.

 

Soluzioni progettuali per l’isolamento dei ponti termici: WALLMATE™ TB

TB-R1401

La verifica che la temperatura superficiale interna in ogni parte dell’involucro dell’edificio sia al di sopra di quella di rugiada fa parte di una corretta concezione del modo di costruire e di ristrutturare. In corrispondenza ai ponti termici è probabile che la temperatura sia inferiore ai valori critici per i quali il vapore acqueo presente negli ambienti può condensare. Occorre pertanto prevederne la correzione secondo quanto previsto dalle normative vigenti.

Figura 3.08 

In generale si possono correggere i ponti termici in tre modi:

  • applicando un isolamento dall’interno
  • applicando un isolamento dall’esterno (cappotto o facciata ventilata)
  • realizzando il cosiddetto “taglio termico” che può, evidentemente, essere previsto solo negli edifici di nuova costruzione a causa dei problemi costruttivi che esso può comportare

La attenuazione/risoluzione dei ponti termici necessita di spessori relativamente modesti di materiale isolante.

Figura 3.09

Tuttavia, essendo i dettagli costruttivi abbastanza complessi, la corretta posa in opera dell’isolante richiede un materiale che sia facile da applicare. WALLMATE™ TB è una schiuma di polistirene espanso estruso in lastre di colore azzurro. I pannelli di WALLMATE™ TB, rigidi e compatti, possono essere tagliati e sagomati con estrema facilità in quanto speciali fresature simmetriche e modulari, ricavate sulle superfici, consentono il taglio delle lastre nel senso della larghezza con una semplice operazione manuale (figura 3.09). L’interasse delle fresature pi. piccole e profonde è modulare a 50 mm e consente di sezionare le lastre alle tradizionali dimensioni di travi e pilastri (figura 3.10).

Figura 3.10

Figura 3.10

Inoltre la modularità a 10 mm di tutta la superficie semplifica la misurazione anche per il taglio delle lastre in dimensioni differenti. Le caratteristiche principali di WALLMATE™ TB sono:

  • superfici ruvide che consentono un ottimo aggrappaggio dei materiali porosi costituenti la struttura portante e gli strati di finitura superficiale
  • fresature modulari che rendono più veloce e semplice l’installazione in cantiere
  • elevato potere termoisolante con bassi spessori
  • maneggevolezza
  • lunghezza appositamente dimensionata rispetto alla tipica altezza interpiano delle strutture portanti degli edifici, per permettere un isolamento continuo dei pilastri
  • riduzione degli scarti
  • lavorabilità: non occorrono specifiche attrezzature di cantiere.

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